Dalle Apt a Pugliapromozione. La nuova governance si presenta-Alla Gercap si chiude - Partiti i Workshop della Regione-Dipendenti, giovani, Atipici e imprese: il Lavoro che cambia- Export, Puglia regina: primato con più 17,9%- Puglia regina delle esportazioni
Treno "foggiano" sulla Bari-Napoli - Agricoltura, il Sud fa squadra- Conciliazione sotto controllo- Una farsa le elezioni dei 25 in Confcommercio
NOTIZIE DEL 16 E 15 MARZO 2012
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19 mar 2012
26 nov 2011
IL PREMIO DE@TERRA
Gabriella Fantolino e Giuseppina Albano, imprenditrici di Confagricoltura, sono tra le cinque vincitrici della XI edizione del premio De@Terra, organizzato dall'Onilfa (Osservatorio Nazionale per l'Imprenditoria e il Lavoro Femminile in Agricoltura), in occasione della Giornata della Donna Rurale
Il premio, consegnato dal ministro Mario Catania, è dedicato alle imprenditrici agricole che si sono distinte per l'impegno nello sviluppo dell'agricoltura e delle aree rurali. Gabriella Fantolino e Giuseppina Albano lo hanno fatto, nel settore avicolo e in quello vitivinicolo, coniugando l'attività produttiva con una particolare attenzione verso l'ambiente e il sociale. Un eccellente esempio di agricoltura all'avanguardia perfettamente inserita nel territorio.
Alla cerimonia era presente il vicepresidente di Confagricoltura Ezio Veggia, che ha portato i saluti del presidente Mario Guidi e, presentando le due imprenditrici, ha sottolineato la crescente importanza del ruolo delle donne nel settore e l'impegno dell'Organizzazione per una loro giusta valorizzazione.
Gabriella Fantolino, 50 anni, entra nell'azienda di famiglia, a Fiano, a 20 chilometri da Torino, nel 1985. Nel 1999 ne assume la guida e la rilancia. Oggi conduce, con il marito Dario Bellezza, un allevamento di 240.000 galline ovaiole, un mangimificio aziendale e un centro d'imballaggio dotato di sofisticati macchinari per il controllo della qualità e la logistica della distribuzione. L'azienda ha certificato l'intera filiera: dal 1990 dispone (prima in Italia nel settore avicolo) della certificazione UNI EN ISO 9001 per tutte le fasi produttive fino alla consegna; dal 2001 è certificata per le produzioni biologiche e dal 2005 per le norme relative al rispetto dell'ambiente.
Con una struttura di 70 dipendenti, un fatturato di 10 milioni di euro, una produzione di 80 milioni di uova all'anno, pari a 300 mila pezzi al giorno, l'azienda Fantolino è oggi una delle realtà più importanti a livello nazionale. Un'impresa agricola moderna, che punta decisamente all'innovazione, con una programmazione e gestione delle vendite completamente automatizzata, dove la qualità gioca un ruolo fondamentale. Dalla cura del benessere degli animali, allo studio delle tecniche nutrizionali, ai controlli rigorosi sul prodotto per garantirne le caratteristiche naturali ed esaltarne la freschezza. In questo modo qualità e affidabilità sono divenute vere e proprie leve di marketing del marchio Fantolino, che distribuisce in oltre 2.200 punti di vendita del Nord-Ovest del Paese.
Giuseppina Albano, 37 anni, laureata in scienze politiche, dopo aver lavorato nell'azienda metalmeccanica del padre, nel 2003 sente il "richiamo della terra" e prende le redini dell'azienda del nonno, a pochi chilometri da Foggia. Una masseria dell'800 indirizzata alla coltivazione di cereali, ortaggi e alla produzione di olio e vino sfusi. Compra altri terreni, impianta nuovi vigneti, ristruttura l'antica cantina e passa all'imbottigliamento di olio e vino, che diventa presto il "core business" dell'azienda. Oggi nella "Tenuta Fujanera" si producono vini bianchi, rossi e rosati con vitigni di Nero di Troia, Petit Verdou, Syrah, Negroamaro e Falanghina, che hanno avuto ampi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.
Con l'aiuto di tre dipendenti fissi e del padre, che si è anch'egli appassionato all'attività agricola, Giuseppina Albano è una delle poche donne che conducono, in prima persona, una cantina all'avanguardia in Puglia, impegnandosi attivamente nel sociale. L'azienda fa parte del circuito delle Masserie didattiche, dove vengono effettuati per bambini delle scuole materne ed elementari due percorsi, "Dal chicco al pane" (in azienda c'è un antico forno a legna) e "Dall'uva al vino", oltre ad uno sulle piante officinali riservato ai piccoli non vedenti.
fonte :Quotidiano di Foggia
Il premio, consegnato dal ministro Mario Catania, è dedicato alle imprenditrici agricole che si sono distinte per l'impegno nello sviluppo dell'agricoltura e delle aree rurali. Gabriella Fantolino e Giuseppina Albano lo hanno fatto, nel settore avicolo e in quello vitivinicolo, coniugando l'attività produttiva con una particolare attenzione verso l'ambiente e il sociale. Un eccellente esempio di agricoltura all'avanguardia perfettamente inserita nel territorio.
Alla cerimonia era presente il vicepresidente di Confagricoltura Ezio Veggia, che ha portato i saluti del presidente Mario Guidi e, presentando le due imprenditrici, ha sottolineato la crescente importanza del ruolo delle donne nel settore e l'impegno dell'Organizzazione per una loro giusta valorizzazione.
Gabriella Fantolino, 50 anni, entra nell'azienda di famiglia, a Fiano, a 20 chilometri da Torino, nel 1985. Nel 1999 ne assume la guida e la rilancia. Oggi conduce, con il marito Dario Bellezza, un allevamento di 240.000 galline ovaiole, un mangimificio aziendale e un centro d'imballaggio dotato di sofisticati macchinari per il controllo della qualità e la logistica della distribuzione. L'azienda ha certificato l'intera filiera: dal 1990 dispone (prima in Italia nel settore avicolo) della certificazione UNI EN ISO 9001 per tutte le fasi produttive fino alla consegna; dal 2001 è certificata per le produzioni biologiche e dal 2005 per le norme relative al rispetto dell'ambiente.
Con una struttura di 70 dipendenti, un fatturato di 10 milioni di euro, una produzione di 80 milioni di uova all'anno, pari a 300 mila pezzi al giorno, l'azienda Fantolino è oggi una delle realtà più importanti a livello nazionale. Un'impresa agricola moderna, che punta decisamente all'innovazione, con una programmazione e gestione delle vendite completamente automatizzata, dove la qualità gioca un ruolo fondamentale. Dalla cura del benessere degli animali, allo studio delle tecniche nutrizionali, ai controlli rigorosi sul prodotto per garantirne le caratteristiche naturali ed esaltarne la freschezza. In questo modo qualità e affidabilità sono divenute vere e proprie leve di marketing del marchio Fantolino, che distribuisce in oltre 2.200 punti di vendita del Nord-Ovest del Paese.
Giuseppina Albano, 37 anni, laureata in scienze politiche, dopo aver lavorato nell'azienda metalmeccanica del padre, nel 2003 sente il "richiamo della terra" e prende le redini dell'azienda del nonno, a pochi chilometri da Foggia. Una masseria dell'800 indirizzata alla coltivazione di cereali, ortaggi e alla produzione di olio e vino sfusi. Compra altri terreni, impianta nuovi vigneti, ristruttura l'antica cantina e passa all'imbottigliamento di olio e vino, che diventa presto il "core business" dell'azienda. Oggi nella "Tenuta Fujanera" si producono vini bianchi, rossi e rosati con vitigni di Nero di Troia, Petit Verdou, Syrah, Negroamaro e Falanghina, che hanno avuto ampi riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.
Con l'aiuto di tre dipendenti fissi e del padre, che si è anch'egli appassionato all'attività agricola, Giuseppina Albano è una delle poche donne che conducono, in prima persona, una cantina all'avanguardia in Puglia, impegnandosi attivamente nel sociale. L'azienda fa parte del circuito delle Masserie didattiche, dove vengono effettuati per bambini delle scuole materne ed elementari due percorsi, "Dal chicco al pane" (in azienda c'è un antico forno a legna) e "Dall'uva al vino", oltre ad uno sulle piante officinali riservato ai piccoli non vedenti.
fonte :Quotidiano di Foggia
3 ott 2011
FINANZIAMENTI STATALI PER LE PARI OPPORTUNITA'
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 agosto il Programma Obiettivo 2011 che apre annualmente i bandi per progetti di azioni positive a favore dell'incremento e della qualificazione dell'occupazione femminile, per il superamento delle disparità salariali nei percorsi di carriera, per la creazione, lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili, per la creazione di progetti integrati di rete.
La scadenza il 30 novembre 2011.
Il Programma Obiettivo invita i datori di lavoro pubblici e privati, le cooperative e i loro consorzi, i centri di formazione professionale accreditati, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, le associazioni di categoria, associazioni onlus, sindacati, a formulare progetti di azioni positive a favore dell'inserimento, la permanenza, il consolidamento e l'avanzamento professionale delle donne.
Scopo del progetto
1. Promuovere la presenza delle donne negli ambiti dirigenziali e gestionali, al proprio interno, sia attraverso specifici percorsi formativi, volti all'acquisizione di competenze di vertice e/o di responsabilità, ma anche per l'attuazione di buone e nuove prassi a favore di un concreto inserimento nelle strutture esecutive entro i termini di conclusione del progetto. Vincolante per gli organismi di carattere elettivo un piano di inserimento che individui interventi mirati ad aumentare la rappresentanza di genere (quali, ad esempio,l'introduzione di quote rosa).
Destinatarie/i: occupate/i, iscritte/i, associate/i.
2. Modificare l'organizzazione del lavoro, del sistema di valutazione delle prestazioni e del sistema premiante aziendale, attraverso la sperimentazione di nuove prassi per favorire la conciliazione e attuare azioni integrate. Le azioni debbono produrre effetti misurabili e documentabili nella rimozione delle discriminazioni di genere anche attraverso il superamento del differenziale retributivo tra donne e uomini, nella progressione delle carriere femminili, nell’attuazione di azioni finalizzate al raggiungimento di un'equa e paritaria distribuzione degli incarichi, nell’adozione di strumenti di valutazione nei sistemi organizzativi aziendali per misurare i livelli di attuazione di politiche di pari opportunità.
Destinatarie/i: occupate/i
3. Sostenere iniziative che favoriscano la crescita professionale, implementino percorsi formativi qualificanti e migliorino le competenze e l' occupabilità. Sono previste tre linee d’intervento per:
a. lavoratrici con contratti di lavoro non a tempo indeterminato in particolare giovani neolaureate e neodiplomate. Le azioni proposte dovranno mirare a stabilizzare la situazione occupazionale, in una percentuale non inferiore al 50% delle destinatarie dell'azione.
b. disoccupate, inattive, in cassa integrazione e/o in mobilità, con particolare attenzione a quelle di età maggiore di 45 anni. Il progetto può essere proposto da aziende, o per conto di aziende, o da quanti intendano effettivamente attuare iniziative mirate all'inserimento e/o reinserimento lavorativo di almeno il 50% delle destinatarie di questo specifico target attraverso azioni di formazione, orientamento e accompagnamento.
c. agevolare l'inserimento e/o il reinserimento lavorativo di donne attraverso azioni di formazione, di qualificazione/riqualificazione, orientamento e accompagnamento finalizzate all'acquisizione di competenze per la creazione di imprese da costituirsi entro i termini di chiusura del progetto.
Destinatarie: giovani laureate e neodiplomate, lavoratrici in situazioni di precarietà, disoccupate madri, donne di età maggiore di 45 anni, immigrate.
4. Consolidare una o più imprese a titolarità e/o prevalenza femminile nella compagine societaria attraverso:
• studi di fattibilità per lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi e mercati anche in settori emergenti come la Green Economy; • azioni di supervisione, supporto e accompagnamento secondo la tecnica del mentoring imprenditori/imprenditrici che accompagnano altre imprenditrici), e con supporto all'accesso al credito;
• counselling alla gestione di impresa; • formazione, mirata all'attività che si intende svolgere, altamente professionalizzante rivolta alla titolare o alla compagine societaria; • iniziative tra più imprese femminili per la definizione e la promozione dei propri prodotti/servizi anche attraverso la fruizione in comune di servizi di supporto; la creazione e la promozione di marchi; la creazione di sistemi consorziati di distribuzione e promozione nel mercato.
Destinatarie: imprese femminili attive da almeno due anni, preventivamente identificate e individuate nel progetto.
Qualora il destinatario delle azioni non coincida con il proponente è necessaria lettera di adesione al progetto sottoscritta in originale dal rappresentante legale della/delle aziende coinvolte.
5. Promuovere la qualità della vita personale e professionale, anche per le lavoratrici migranti, con azioni di sistema integrate che tengano conto delle indicazioni delle strategie comunitarie, a partire dalla rimozione dei pregiudizi culturali, attraverso la rimozione degli stereotipi, in un'ottica di pari opportunità, che producano effetti concreti sul territorio (incidendo anche sui tempi delle città). Le azioni dovranno essere concordate e attuate da almeno tre realtà comprese tra: associazioni di genere, organizzazioni sindacali, organizzazioni datoriali, enti pubblici, associazioni di migranti, ordini professionali.
Destinatarie/i: persone che risiedono nell'ambito del territorio/i di riferimento dell'ente pubblico.
Tra le indicazioni si prevede che le azioni debbono avere caratteristiche di sistema per tenere conto del complesso contesto in cui le donne agiscono e delle indicazioni delle strategie comunitarie e nazionali. E’ inoltre richiesto che siano intensive e innovative rispetto agli obiettivi, offrano la possibilità di una continuità nel tempo.
La durata massima dei progetti non potrà essere superiore a ventiquattro mesi. Tenuto conto delle risorse a disposizione e per poter soddisfare un maggior numero di proposte è previsto un tetto massimo di finanziamento per progetto di € 120.000,00.
Il Programma Obiettivo è approvato annualmente dal Comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici secondo quanto previsto dal "Codice delle pari opportunita' tra uomo e donna, a norma dell'art. 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246" e s.m.i.;
Per I comuni e le aziende è necessario allegare ai progetti il Piano triennale di azioni positive ( qualora lo debbano fare per legge) .
Possono partecipare Associazioni di categoria, Sindacati, Associazioni Onlus.
In riferimento alle disposizioni contenute nell’art.7 c.5 D.Lgs. n.196/2000, si ricorda che sono tenute a provvedere agli adempimenti di legge in occasione della scadenza triennale le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le regioni, le provincie, i comuni e tutti gli enti pubblici non economici, nazionali, regionali e locali.
In caso di mancato adempimento, il suddetto decreto legislativo applica la sanzione prevista dall’art.6 c.6 del d.L.vo 165/01, in base alla quale:
Per il Piano triennale di Azioni positive, l’Amministrazione dovrà avvalersi, come da norma, del parere della Consigliera di Parità territorialmente competente e del Comitato Pari Opportunità eventualmente costituito secondo il rispettivo contratto collettivo.
Con l’occasione si ricorda che, in virtù dell’art.7 c.1 del D.L.vo 196/2000 che ha modificato l’art.2 c.1 della Legge n.125/91, a partire dal 1 ottobre ed entro il 30 novembre di ogni anno anche gli Enti pubblici possono richiedere al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale di essere ammessi al rimborso, totale o parziale, di oneri finanziari connessi all’attuazione di progetti di azioni positive. Tali progetti vanno presentati in base al programma obiettivo – diffuso mediante pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – che il Comitato Nazionale di Parità formula, ai sensi dell’art.7 comma 2 del citato decreto, entro il 31 maggio di ciascun anno.
vedi anche articolo sotto :ultime notizie CCIAA del 3/10/2011
1. Promuovere la presenza delle donne negli ambiti dirigenziali e gestionali, al proprio interno, sia attraverso specifici percorsi formativi, volti all'acquisizione di competenze di vertice e/o di responsabilità, ma anche per l'attuazione di buone e nuove prassi a favore di un concreto inserimento nelle strutture esecutive entro i termini di conclusione del progetto. Vincolante per gli organismi di carattere elettivo un piano di inserimento che individui interventi mirati ad aumentare la rappresentanza di genere (quali, ad esempio,l'introduzione di quote rosa).
Destinatarie/i: occupate/i, iscritte/i, associate/i.
2. Modificare l'organizzazione del lavoro, del sistema di valutazione delle prestazioni e del sistema premiante aziendale, attraverso la sperimentazione di nuove prassi per favorire la conciliazione e attuare azioni integrate. Le azioni debbono produrre effetti misurabili e documentabili nella rimozione delle discriminazioni di genere anche attraverso il superamento del differenziale retributivo tra donne e uomini, nella progressione delle carriere femminili, nell’attuazione di azioni finalizzate al raggiungimento di un'equa e paritaria distribuzione degli incarichi, nell’adozione di strumenti di valutazione nei sistemi organizzativi aziendali per misurare i livelli di attuazione di politiche di pari opportunità.
Destinatarie/i: occupate/i
3. Sostenere iniziative che favoriscano la crescita professionale, implementino percorsi formativi qualificanti e migliorino le competenze e l' occupabilità. Sono previste tre linee d’intervento per:
a. lavoratrici con contratti di lavoro non a tempo indeterminato in particolare giovani neolaureate e neodiplomate. Le azioni proposte dovranno mirare a stabilizzare la situazione occupazionale, in una percentuale non inferiore al 50% delle destinatarie dell'azione.
b. disoccupate, inattive, in cassa integrazione e/o in mobilità, con particolare attenzione a quelle di età maggiore di 45 anni. Il progetto può essere proposto da aziende, o per conto di aziende, o da quanti intendano effettivamente attuare iniziative mirate all'inserimento e/o reinserimento lavorativo di almeno il 50% delle destinatarie di questo specifico target attraverso azioni di formazione, orientamento e accompagnamento.
c. agevolare l'inserimento e/o il reinserimento lavorativo di donne attraverso azioni di formazione, di qualificazione/riqualificazione, orientamento e accompagnamento finalizzate all'acquisizione di competenze per la creazione di imprese da costituirsi entro i termini di chiusura del progetto.
Destinatarie: giovani laureate e neodiplomate, lavoratrici in situazioni di precarietà, disoccupate madri, donne di età maggiore di 45 anni, immigrate.
4. Consolidare una o più imprese a titolarità e/o prevalenza femminile nella compagine societaria attraverso:
• studi di fattibilità per lo sviluppo di nuovi prodotti, servizi e mercati anche in settori emergenti come la Green Economy; • azioni di supervisione, supporto e accompagnamento secondo la tecnica del mentoring imprenditori/imprenditrici che accompagnano altre imprenditrici), e con supporto all'accesso al credito;
• counselling alla gestione di impresa; • formazione, mirata all'attività che si intende svolgere, altamente professionalizzante rivolta alla titolare o alla compagine societaria; • iniziative tra più imprese femminili per la definizione e la promozione dei propri prodotti/servizi anche attraverso la fruizione in comune di servizi di supporto; la creazione e la promozione di marchi; la creazione di sistemi consorziati di distribuzione e promozione nel mercato.
Destinatarie: imprese femminili attive da almeno due anni, preventivamente identificate e individuate nel progetto.
Qualora il destinatario delle azioni non coincida con il proponente è necessaria lettera di adesione al progetto sottoscritta in originale dal rappresentante legale della/delle aziende coinvolte.
5. Promuovere la qualità della vita personale e professionale, anche per le lavoratrici migranti, con azioni di sistema integrate che tengano conto delle indicazioni delle strategie comunitarie, a partire dalla rimozione dei pregiudizi culturali, attraverso la rimozione degli stereotipi, in un'ottica di pari opportunità, che producano effetti concreti sul territorio (incidendo anche sui tempi delle città). Le azioni dovranno essere concordate e attuate da almeno tre realtà comprese tra: associazioni di genere, organizzazioni sindacali, organizzazioni datoriali, enti pubblici, associazioni di migranti, ordini professionali.
Destinatarie/i: persone che risiedono nell'ambito del territorio/i di riferimento dell'ente pubblico.
Tra le indicazioni si prevede che le azioni debbono avere caratteristiche di sistema per tenere conto del complesso contesto in cui le donne agiscono e delle indicazioni delle strategie comunitarie e nazionali. E’ inoltre richiesto che siano intensive e innovative rispetto agli obiettivi, offrano la possibilità di una continuità nel tempo.
La durata massima dei progetti non potrà essere superiore a ventiquattro mesi. Tenuto conto delle risorse a disposizione e per poter soddisfare un maggior numero di proposte è previsto un tetto massimo di finanziamento per progetto di € 120.000,00.
Il Programma Obiettivo è approvato annualmente dal Comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici secondo quanto previsto dal "Codice delle pari opportunita' tra uomo e donna, a norma dell'art. 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246" e s.m.i.;
Per I comuni e le aziende è necessario allegare ai progetti il Piano triennale di azioni positive ( qualora lo debbano fare per legge) .
Possono partecipare Associazioni di categoria, Sindacati, Associazioni Onlus.
In riferimento alle disposizioni contenute nell’art.7 c.5 D.Lgs. n.196/2000, si ricorda che sono tenute a provvedere agli adempimenti di legge in occasione della scadenza triennale le amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, le regioni, le provincie, i comuni e tutti gli enti pubblici non economici, nazionali, regionali e locali.
In caso di mancato adempimento, il suddetto decreto legislativo applica la sanzione prevista dall’art.6 c.6 del d.L.vo 165/01, in base alla quale:
Per il Piano triennale di Azioni positive, l’Amministrazione dovrà avvalersi, come da norma, del parere della Consigliera di Parità territorialmente competente e del Comitato Pari Opportunità eventualmente costituito secondo il rispettivo contratto collettivo.
Con l’occasione si ricorda che, in virtù dell’art.7 c.1 del D.L.vo 196/2000 che ha modificato l’art.2 c.1 della Legge n.125/91, a partire dal 1 ottobre ed entro il 30 novembre di ogni anno anche gli Enti pubblici possono richiedere al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale di essere ammessi al rimborso, totale o parziale, di oneri finanziari connessi all’attuazione di progetti di azioni positive. Tali progetti vanno presentati in base al programma obiettivo – diffuso mediante pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale – che il Comitato Nazionale di Parità formula, ai sensi dell’art.7 comma 2 del citato decreto, entro il 31 maggio di ciascun anno.
vedi anche articolo sotto :ultime notizie CCIAA del 3/10/2011
13 mag 2011
L'IMPRENDITORIA FEMMINILE IN CAPITANATA
- L'IMPRENDITORIA FEMMINILE IN CAPITANATA
- CAPITANATA WOMEN ENTERPRISE
- L. 125/91 IL PROGETTO MEGLIO DONNA
Nato da una collaborazione fra la Camera di Commercio, Amministrazione Provinciale e Unioncamere, il progetto è stato portato avanti dal CIF (Comitato per l'imprenditoria femminile) della CCIAA di Foggia.
Nell'occasione verranno presentati i dati relativi all'imprenditoria femminile di Capitanata;
i risultati dell'indagine Capitanata Women Enterprise;
i contenuti del progetto Meglio Donna.
Interverranno
- Eliseo Zanasi
Presidente Camera di Commercio di Foggia - Daniela Eronia
Presidente Comitato Imprenditoria Femminile di Foggia - Aldo Di Mola
Responsabile Ufficio Statistica CCIAA Foggia - Leonardo Lallo
Assessore alle Politiche Attive del Lavoro della Provincia di Foggia - Pasquale Pazienza
Assessore alle Attività Produttive della Provincia di Foggia - Noemi Mendolicchio
Funzionario Cesan Azienda Speciale CCIAA di Foggia
Fonte: Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Foggia
Pubblicato: Franco Stanca
9 mag 2011
DONNE ARTIGIANE
Carrozziere, falegname, fabbro, autoriparatore: tutti mestieri di competenza maschile.
Molto spesso oggi, non è più così, anche in Italia sempre più donne scelgono di lavorare in campi considerati di dominio esclusivamente maschile.
Lo rivela un'elaborazione dell'Ufficio studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese: in Italia ci sono 1.800 camioniste, 400 elettriciste, 1.100 tappezziere, 2.300 fabbre, 700 meccaniche, 140 idrauliche, 300 falegname e oltre 300 calzolaie.
Ma come accade che una donna scelga un mestiere maschile?
Flora Pacioni, ad esempio, titolare dell'officina di autoriparazioni di Roma, gestita insieme alla figlia, si è trovata 12 anni fa a dover imparare in fretta il mestiere alla morte del marito. "Io che avevo un diploma di liceo scientifico, sono tornata a scuola ho preso il titolo all'Ipsia e ho frequentato tutti i corsi per poter gestire un'autofficina". "Ma all'inizio -ricorda la signora Flora- la reazione della gente era sempre la stessa: 'Che ci vuoi capire tu di carrozzeria e di motore, che sei donna?'". "Ora, aggiunge, dirigo 7 uomini che fanno quello che dico io, e se non fanno bene il loro mestiere, mi metto la tuta e faccio vedere loro come si fa".
Anche Anna Rizzo, titolare azienda di Fontenuova, vicino Roma, che produce componenti di termoidraulica e rubinetteria, si è trovata a lavorare in un campo molto maschile: quello della meccanica. "Alla morte di mio padre -dice la signora Rizzo a LABITALIA- nel 2000 mi sono trovata con i miei fratelli a gestire l'azienda e nel 2004 ho dovuto scegliere se continuare da sola o chiudere. E ho scelto di continuare". All'inizio non è stato facile. "Al primo impatto, quando mi sono trovata ad avere a che fare con colleghi uomini, sono stata guardata con diffidenza ed 'esaminata' attentamente. Ma poi, andando avanti, è venuta fuori la mia forza e sono emerse le mie qualità, e ora non sento difficoltà nei confronti degli imprenditori uomini".
"Bisogna crederci -dice Rizzo, che è anche rappresentante Cna in Camera di Commercio per l'imprenditoria femminile, " bisogna affrontare anche i momenti difficili guardandoli in faccia con sincerità. Fare impresa,non è nè maschile né femminile, ma è molto impegnativo". E' risaputo che la vita per le donne che scelgono di fare un mestiere da uomo non sia sempre facile, bisogna rimuovere la mentalità chiusa di coloro che non capiscono come una donna possa fare altrettanto bene un lavoro da uomo.
fonte: Labitalia.it
pubblicato: Marianna Pinto
11 mar 2011
DONNA! MANAGER O ANGELO DEL FOCOLARE?
In Italia, il tasso di occupazione delle donne è al di sotto della media europea, ma è anche vero che secondo le ultime statistiche mondiali, le aziende, le imprese, e società che hanno a capo una figura femminile sono proprio quelle che vantano maggiori successi.
Come mai, nonostante la tanto acclamata parità dei sessi, affinchè la donna potesse affermarsi nel mondo del lavoro, siamo ancora così indietro?
Ciò che serve è far crescere la partecipazione femminile al mercato del lavoro e al tempo stesso abbattere la discriminazione culturale contro le donne.
Emerge che sono soprattutto le società a controllo familiare e le aziende della moda e del lusso ad avere una quota importante di donne, con il ruolo di presidente o di amministratore delegato.
Si tratta di figlie di imprenditori e manager, con il ruolo di amministratore delegato o di presidente all'interno della propria azienda, come per Daniela Riccardi presidente di Diesel, Dolce & Gabbana con Cristiana Ruella direttore affari generali e consigliera di amministrazione, Frida Giannini per Gucci, Miuccia Prada si è imposta nel mercato mondiale come leader indiscussa della moda femminile, la direttrice di Vogue America, Anna Wintour, è decisamente la giornalista di moda più conclamata del mondo. Oriana Fallaci è stata una delle più grandi scrittrici del nostro tempo, Alda Merini nella poesia, e cresce il numero delle donne attive in politica. Giusto per citare qualche nome, perchè gli esempi sarebbero molti.( fonte: Business on line, la rivista per i manager, professionisti e le aziende)
Le donne mettono a disposizione nel mondo del lavoro una curiosità, un’originalità, un modo di pensare divergente, ‘in rosa’, che non si basa su, regole da seguire, compiti da assegnare, ma che sfrutta l'empatia, la sensibilità, la passione per ciò che si fa e ciò che si è, valorizzando la disponibilità all'ascolto dell'altro, doti che di certo non mancano all'uomo, ma che nella donna sono di sicuro piu accentuate, proprio in quanto prerogativa del mondo femminile, il tutto necessario per poter meglio praticare il proprio lavoro, che risponde
a quei criteri che si pongono a metà strada fra le competenze e conoscenze tecniche, necessarie per poter al meglio praticare il loro lavoro, e l’umanità tipica del mondo femminile.Perché allora continuare a creare differenze fra uomini e donne, perché non valorizzare le risorse che la donna porta con sè anche nel lavoro?
Perchè come sostenne John Ruskin, 'quando c'è passione ed abilità, c'è sempre da aspettarsi un capolavoro".
Pubblicato da: Marianna Pinto e Saverio Pinto
Come mai, nonostante la tanto acclamata parità dei sessi, affinchè la donna potesse affermarsi nel mondo del lavoro, siamo ancora così indietro?
Ciò che serve è far crescere la partecipazione femminile al mercato del lavoro e al tempo stesso abbattere la discriminazione culturale contro le donne.
Emerge che sono soprattutto le società a controllo familiare e le aziende della moda e del lusso ad avere una quota importante di donne, con il ruolo di presidente o di amministratore delegato.
Si tratta di figlie di imprenditori e manager, con il ruolo di amministratore delegato o di presidente all'interno della propria azienda, come per Daniela Riccardi presidente di Diesel, Dolce & Gabbana con Cristiana Ruella direttore affari generali e consigliera di amministrazione, Frida Giannini per Gucci, Miuccia Prada si è imposta nel mercato mondiale come leader indiscussa della moda femminile, la direttrice di Vogue America, Anna Wintour, è decisamente la giornalista di moda più conclamata del mondo. Oriana Fallaci è stata una delle più grandi scrittrici del nostro tempo, Alda Merini nella poesia, e cresce il numero delle donne attive in politica. Giusto per citare qualche nome, perchè gli esempi sarebbero molti.( fonte: Business on line, la rivista per i manager, professionisti e le aziende)
Le donne mettono a disposizione nel mondo del lavoro una curiosità, un’originalità, un modo di pensare divergente, ‘in rosa’, che non si basa su, regole da seguire, compiti da assegnare, ma che sfrutta l'empatia, la sensibilità, la passione per ciò che si fa e ciò che si è, valorizzando la disponibilità all'ascolto dell'altro, doti che di certo non mancano all'uomo, ma che nella donna sono di sicuro piu accentuate, proprio in quanto prerogativa del mondo femminile, il tutto necessario per poter meglio praticare il proprio lavoro, che risponde
a quei criteri che si pongono a metà strada fra le competenze e conoscenze tecniche, necessarie per poter al meglio praticare il loro lavoro, e l’umanità tipica del mondo femminile.Perché allora continuare a creare differenze fra uomini e donne, perché non valorizzare le risorse che la donna porta con sè anche nel lavoro?
Perchè come sostenne John Ruskin, 'quando c'è passione ed abilità, c'è sempre da aspettarsi un capolavoro".
Pubblicato da: Marianna Pinto e Saverio Pinto
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