Visualizzazione post con etichetta Lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lavoro. Mostra tutti i post
21 set 2014
9 mag 2014
BANDO PER LE ZONE FRANCHE DELLE PMI E DISTRETTI URBANI DEL COMMERCIO.
AL VIA DAL 24 APRILE LE DOMANDE PER LE AGEVOLAZIONI DELLE ZFU (Zone Franche Urbane)
Le domande potranno essere presentate fino al 12 giugno solo per via telematica
Per legger l'articolo visualizza
ELEZIONI IN CONFCOMMERCIO SAN GIOVANNI ROTONDO
L'assemblea dei soci di San Giovanni Rotondo è convocata per lunedì 28 aprile
per leggere l'articolo visualizza
DISTRETTI URBANI DEL COMMERCIO
I DUC e la loro funzione di innovazione per il settore è l'argomento di questo numero del Blog NOI CONFCOMMERCIO
15 mar 2014
Gelsomino al Prefetto: se continua così vi portiamo le chiavi delle nostre aziende
Incontro a Foggia, mercoledì 5 marzo, con il vice prefetto vicario, Francesco Cappetta di una delegazione Confcommercio guidata dal presidente provinciale Damiano Gelsomino: “Ormai siamo al tracollo, è necessario aprire in questo territorio una vertenza commercio; perché se continua così non abbiamo altra soluzione che portare qui le chiavi delle nostre attività”: questo in sintesi il messaggio recapitato al rappresentante del Governo sul territorio.
La situazione in provincia di Foggia per la micro impresa commerciale e artigiana, corre il rischio di diventare una vera e propria emergenza sociale. Al Prefetto Confcommercio chiede di svolgere un ruolo attivo nei confronti delle amministrazioni. Due gli obiettivi: evitare, ove possibile, interessi di mora per la Tares 2013 e permettere dilazioni; convincere le Amministrazioni ad applicare le aliquote minime per la Tasi 2014. A tal fine Confcommercio ha chiesto che la Prefettura si adoperi per convocare un tavolo tecnico di confronto con i Comuni per concertare modalità e termini per l’applicazione della nuova normativa. “Come categoria – ha rimarcato Gelsomino - vogliamo fare la nostra parte, ma anche capire bene le tasse che paghiamo come vengono spese dai nostri amministratori”. Il fine ultimo è evitare che si abbassino definitivamente altre saracinesche.
Confcommercio ha anche illustrato i dati di questa crisi senza fine che sta attraversando il settore. Se gli ultimi dati nazionali parlano di 111 mila imprese chiuse, in provincia di Foggia la situazione appare ancora più pesante. Complessivamente in Capitanata hanno cessato la loro attività nell’anno appena concluso più di 6000 mila aziende. Il dato più preoccupante è che il livello più alto di chiusure si registra tra le imprese del commercio al dettaglio (oltre 1050) e della ristorazione (330) con una media che si aggira sul 10% delle aziende attive. Se poi si considera che il saldo tra cessazioni e nuove aperture è negativo (meno 400 nel commercio e meno 120 nella ristorazione) e che per anni l’autoimprenditorialità ha rappresentato la risposta locale alla cronica mancanza di lavoro, la crisi appare in tutta la sua drammaticità.
La cassa integrazione in deroga ha permesso di evitare un po’ di licenziamenti, ma la situazione sta rapidamente peggiorando e molti ritengono che non ci sia altra strada che la chiusura. “Restare aperti per molti significa solo caricarsi di altre tasse che non si è in grado di pagare” – ha evidenziato Gelsomino
Quello che più spaventa è che questo infinito aumento si sposa con una crisi nei consumi che non ha precedenti. Dal 2008 la spesa media delle famiglie pugliesi è in costante discesa. Si calcola che nel periodo 2008-2012 la spesa media mensile delle famiglie sul nostro territorio si è ridotta di circa 200 euro in valore assoluto con una flessione pari a circa il 9%. Un dato che il 2013 non ha certo aiutato a superare.
La precarietà sta cogliendo numerose famiglie e la situazione può diventare esplosiva. “il nostro compito come organizzazione di categoria - ha rimarcato Gelsomino in Prefettura – è quello di essere vicini ai colleghi, cercando di trovare le soluzioni possibili”. A titolo di esempio è stata presentata una cartelle esattoriale arrivata ad una impresa della ristorazione foggiana. Dalla cartella l’imposta dovuta risulta passare da poco più di 2000 euro di Tarsu a oltre 8000 euro di Tares. Si tratta – ha evidenziato Gelsomino – di una di quelle cartelle sbagliate che sono state recapitate a molti contribuenti. In questo caso i nostri consulenti hanno rassicurato l’imprenditore e lo stanno aiutando, ma altri potrebbero essere presi dallo sconforto. E comunque l’aumento dell’imposta a Foggia per i ristoratori è del 120%. “ Quello che vogliamo evitare è che la disperazione o la rabbia prendano il sopravvento facendo diventare il tutto una questione di ordine pubblico. Per questo - ha concluso il presidente di Confcommercio – consapevoli delle difficoltà generali chiediamo un’attenzione speciale e un supplemento di impegno”.
---------------------------------------------------------------------
Si terrà giovedì 20 marzo presso la sede provinciale di Foggia, con inizio alle 15,30, l'assemblea di tutti i gioiellieri del territorio aderenti a Confcommercio. La riunione, convocata dal presidente Amleto Loretti, serve per affrontare alcuni temi cari alla categoria, come quello legato alle attività dei "compro oro". Tra gli altri argomenti al centro della riunione: i nuovi bandi a sostegno del settore commercio e la possibilità di dar vita ad un contratto di rete tra operatori.
http://www.confcommerciofoggia.it/
La situazione in provincia di Foggia per la micro impresa commerciale e artigiana, corre il rischio di diventare una vera e propria emergenza sociale. Al Prefetto Confcommercio chiede di svolgere un ruolo attivo nei confronti delle amministrazioni. Due gli obiettivi: evitare, ove possibile, interessi di mora per la Tares 2013 e permettere dilazioni; convincere le Amministrazioni ad applicare le aliquote minime per la Tasi 2014. A tal fine Confcommercio ha chiesto che la Prefettura si adoperi per convocare un tavolo tecnico di confronto con i Comuni per concertare modalità e termini per l’applicazione della nuova normativa. “Come categoria – ha rimarcato Gelsomino - vogliamo fare la nostra parte, ma anche capire bene le tasse che paghiamo come vengono spese dai nostri amministratori”. Il fine ultimo è evitare che si abbassino definitivamente altre saracinesche.
Confcommercio ha anche illustrato i dati di questa crisi senza fine che sta attraversando il settore. Se gli ultimi dati nazionali parlano di 111 mila imprese chiuse, in provincia di Foggia la situazione appare ancora più pesante. Complessivamente in Capitanata hanno cessato la loro attività nell’anno appena concluso più di 6000 mila aziende. Il dato più preoccupante è che il livello più alto di chiusure si registra tra le imprese del commercio al dettaglio (oltre 1050) e della ristorazione (330) con una media che si aggira sul 10% delle aziende attive. Se poi si considera che il saldo tra cessazioni e nuove aperture è negativo (meno 400 nel commercio e meno 120 nella ristorazione) e che per anni l’autoimprenditorialità ha rappresentato la risposta locale alla cronica mancanza di lavoro, la crisi appare in tutta la sua drammaticità.
La cassa integrazione in deroga ha permesso di evitare un po’ di licenziamenti, ma la situazione sta rapidamente peggiorando e molti ritengono che non ci sia altra strada che la chiusura. “Restare aperti per molti significa solo caricarsi di altre tasse che non si è in grado di pagare” – ha evidenziato Gelsomino
Quello che più spaventa è che questo infinito aumento si sposa con una crisi nei consumi che non ha precedenti. Dal 2008 la spesa media delle famiglie pugliesi è in costante discesa. Si calcola che nel periodo 2008-2012 la spesa media mensile delle famiglie sul nostro territorio si è ridotta di circa 200 euro in valore assoluto con una flessione pari a circa il 9%. Un dato che il 2013 non ha certo aiutato a superare.
La precarietà sta cogliendo numerose famiglie e la situazione può diventare esplosiva. “il nostro compito come organizzazione di categoria - ha rimarcato Gelsomino in Prefettura – è quello di essere vicini ai colleghi, cercando di trovare le soluzioni possibili”. A titolo di esempio è stata presentata una cartelle esattoriale arrivata ad una impresa della ristorazione foggiana. Dalla cartella l’imposta dovuta risulta passare da poco più di 2000 euro di Tarsu a oltre 8000 euro di Tares. Si tratta – ha evidenziato Gelsomino – di una di quelle cartelle sbagliate che sono state recapitate a molti contribuenti. In questo caso i nostri consulenti hanno rassicurato l’imprenditore e lo stanno aiutando, ma altri potrebbero essere presi dallo sconforto. E comunque l’aumento dell’imposta a Foggia per i ristoratori è del 120%. “ Quello che vogliamo evitare è che la disperazione o la rabbia prendano il sopravvento facendo diventare il tutto una questione di ordine pubblico. Per questo - ha concluso il presidente di Confcommercio – consapevoli delle difficoltà generali chiediamo un’attenzione speciale e un supplemento di impegno”.
---------------------------------------------------------------------
Si terrà giovedì 20 marzo presso la sede provinciale di Foggia, con inizio alle 15,30, l'assemblea di tutti i gioiellieri del territorio aderenti a Confcommercio. La riunione, convocata dal presidente Amleto Loretti, serve per affrontare alcuni temi cari alla categoria, come quello legato alle attività dei "compro oro". Tra gli altri argomenti al centro della riunione: i nuovi bandi a sostegno del settore commercio e la possibilità di dar vita ad un contratto di rete tra operatori.
http://www.confcommerciofoggia.it/
7 mar 2014
4 MILIONI E 500 MILA EURO PER AGEVOLAZIONI FISCALI PER VECCHIE E NUOVE IMPRESE IN "PEZZA DEL LAGO" E "ZONA 167"
Il Comune di LUCERA ha ottenuto un cospicuo finanziamento dell'importo di 4 milioni e 511 mila euro per l'attivazione di una 'Zona Franca Urbana'.
L'ufficialità è stata sancita il 4 marzo 2014, a Bari, presso la Presidenza del Consiglio pugliese. L'assemblea è stata presieduta dagli Assessori regionali Angela Barbanente e Loredana Capone. In rappresentanza del governo cittadino è intervenuto l'Assessore alle Attività Produttive, Tommaso Iatesta su diretta delega del Sindaco, Pasquale Dotoli.
I fondi disponibili saranno impegnati entro la fine di giugno. Dal 1 luglio 2014, le imprese interessate, potranno vedersi riconosciute le agevolazioni contributive e fiscali, sia per le realtà produttive esistenti, sia per quelle nascenti.
I COSPICUI FINANZIAMENTI POTRANNO ESSERE SPESI PER LE AREE DI 'PEZZA DEL LAGO' E DELLA ZONA '167'
Due i quartieri per i quali si potrà richiedere il sostegno: 'Pezza del Lago' e la zona '167'. La scelta si deve all'individuazione dei parametri stabiliti direttamente dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica: una popolazione residente inferiore al 30% del totale comunale, un tasso di disoccupazione superiore alla media locale e una dimensione demografica in linea con quanto previsto nella procedura. Le strade che definiscono i margini della Zona Franca Urbana lucerina sono costituiti da: piazza del Popolo, via Veneto, viale Europa, Strada Statale 17 Campobasso-Foggia, via Appulo Sannitica, viale Ferrovia.
ESENZIONI PER IMU E IRAP. ESONERI DAL VERSAMENTO DEI CONTRIBUTI SUL LAVORO DIPENDENTE
In pratica le piccole e microimprese beneficiarie potranno contare su facilitazioni fiscali e previdenziali per contrastare la crisi. Nello specifico si tratta di: esenzione dalle imposte sui redditi, esenzione dall'IRAP, esenzione dall'Imposta Municipale Propria (IMU), esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente. Sono supporti di non poco momento, in particolare in un periodo difficile soprattutto per l'impresa, il commercio e l'occupazione. Il Comune di Lucera, tuttavia, si appresta a mettere in campo una risposta definita e strutturata sulle aspettative delle aziende locali con la defiscalizzazione, la creazione di nuove unità produttive e di possibili altri posti di lavoro.
LE PRECISAZIONI DEL SINDACO PASQUALE DOTOLI E DELL'ASSESSORE TOMMASO IATESTA
"Si tratta di un risultato di tutto rispetto, di nuovi fondi per l'economia locale, ma ancor di più una spinta alla fiducia e alla speranza per chi già svolge e per chi intende cimentarsi in un'attività imprenditoriale. Quello della 'Zona Franca Urbana' è uno dei molti obiettivi perseguiti e raggiunti dall'Amministrazione Dotoli. Penso all'apertura dello sportello di orientamento all'imprenditorialità del GAL Meridaunia, alla riorganizzazione con accreditamento ministeriale dell'Ufficio SUAP comunale, passando per il recupero del finanziamento sull'Area a Sviluppo Industriale. Senza che si dimentichino la ridefinizione e regolamentazione dei mercati pubblici, la prossima realizzazione di una moderna area mercatale in via Montello. Ci saranno, poi, un 'Urban Center' ed un centro di Informazione e Accoglienza Turistica attraverso il piano 'SAC'. Il riconoscimento di 4 milioni e 500 mila euro sul credito di imposta per attività economiche e imprenditoriali, che insistono o si insedieranno nella 'Zona Franca Urbana', costituisce il coronamento di un lavoro complessivo di rilevante ampiezza e di notevole importanza per la nostra comunità", riferisce ancora Intesta.
"L'Amministrazione non ha mai mollato la presa sulle 'Zone Franche Urbane' come su tutti gli altri finanziamenti di natura pubblica. Nel tempo e con tenacia abbiamo incamerato svariati milioni di euro", annuncia comprensibilmente soddisfatto il Primo Cittadino, Pasquale Dotoli.
fonte comune di lucera
5 mar 2014
CONVENZIONE CONFCOMMERCIO PER SERVIZIO POS
Confcommercio Imprese per l'Italia ha stipulato per i propri associati con DEUTSCHE BANK una interessante convenzione per ridurre i costi del servizio POS.
La convenzione prevede l'installazione gratuita dell'apparecchio ed una percentuale dello 0,30% sul transato più 0,23 euro a transazione sul circuito bancomat. Il servizio può essere attivato su qualunque conto corrente bancario.
In allegato una scheda riepilogativa della convenzione. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi agli uffici Confcommercio
NUOVE SANZIONI IN CASO DI LAVORO NERO
Con la conversione in legge, il 21 febbraio scorso, del D.L. 145/2013 scattano nuove sanzioni in caso di lavoro nero.
Dal febbraio, infatti, la cosiddetta "max sanzione" per lavoro nero passa da € 1500,00 a 3.900,00; la sanzione per evitare la sospensione dell'attività imprenditoriale in caso in cui il personale in nero trovato sia in misura pari o superiore al 20% della forza lavoro presente in azienda, passa da € 1.500,00 a € 1950,00; mentre la sanzione per ogni giorno lavorato e non regolarizzato dichiarato dal lavoratore in fase di accesso ispettivo passa da € 37,50 ad € 65,00 al giorno.
L'inasprimento delle sanzioni, in un ottica di contrasto al lavoro nero voluta dal Ministero, spinge le Direzioni Territoriali del Lavoro ad una maggiore efficacia nella vigilanza in materia di lavoro e legislazione sociale.
scheda riepilogativa delle nuove sanzioni.
LE NUOVE SANZIONI SUL LAVORO NERO DOPO LA CONVERSIONE DEL D.L.
145/2013
Con la legge n. 9 del 21 febbraio 2014 il legislatore ha apportato alcune modifiche all’impianto
normativo originario.
Tali modifiche consistono nell’incremento del 30% della sanzione e nell’escludere la possibilità di
applicare l’istituto della diffida. Difatti la diffida dava la possibilità di pagare un importo pari al
minimo previsto in luogo del pagamento in misura ridotta (L. 689/81)
Pertanto con la conversione del D.L. ci si può trovare all’applicazione di tre diverse casistiche di
sanzioni:
1) prima del 24/12/2013
2) dal 24/12/2013 al 21/02/2014
3) dal 22/02/2014 in poi.
Si riporta di seguito come sono modificate le sanzioni relative alla violazione art. 3 D.L. N.
12/2002:
• violazione prima del 24/12/2014
era possibile ottenere la diffida ex D.LGS N. 124/2004
IMPORTO SANZIONE per ogni lavoratore non regolarizzato € 1.500,00 + € 37,50 per ogni
giorno di lavoro non regolare
• violazione durante il periodo dal 24/12/2013 al 21/02/2014
era possibile ottenere la diffida ex D.LGS N. 124/2004
IMPORTO SANZIONE per ogni lavoratore non regolarizzato € 1.950,00 + € 48,75 per ogni giorno
di lavoro non regolare
• violazione dal 22/02/2014
Non sarà più possibile la diffida e pertanto l’importo della sanzione aumenta notevolmente.
IMPORTO SANZIONE per ogni lavoratore non regolarizzato € 3.900,00 + € 65,00 per ogni giorno
di lavoro non regolare.
Rispetto a quanto riportato si evince che in realtà l’incremento dichiarato del 30% delle sanzioni è
ben più elevato in quanto tale incremento potrà raggiungere anche il 250%.
L’art. 14, comma 1, lett. B del DL 145/2013 come convertito dalla L. 9/2014 ha confermato
l’aumento del 30% anche per la sanzione relativa alla sospensione dell’attività imprenditoriale
adottato dal personale ispettivo del Ministero del Lavoro laddove riscontri l’impiego di personale
“in nero” in misura pari o superiore al 20% del totale dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro,
portando di fatto la sanzione da € 1.500,00 (come da D.lgs 106/09) a € 1.950,00 al fine di evitare la
chiusura dell’attività .
Resta invariata la sanzione relativa alla mancata consegna al lavoratore della lettera d’assunzione, la
quale ammonta ad € 250,00 ex art. 4. C.2 D.lgs 181/2000 e succ. modifiche.
Volendo riepilogare cosa può incorre oggi un imprenditore in caso di lavoro nero, si riporta il
seguente esempio:
Confcommercio Imprese per l’Italia – Provincia di Foggia - via Miranda, 10 - 71100 Foggia – Tel. 0881.560111 – fax 0881.560327
www.confcommerciofoggia.it - e-mail info@confcommerciofoggia.it
Azienda che riceve visita ispettiva e vengono trovati all’interno dell’attività n. 2 dipendenti di cui
uno non assunto che dichiara di lavorare da tre giorni:
sanzioni:
3.900,00 + 195,00 (65,00 x 3 giorni dichiarati) + 250,00 (mancata consegna della lettera
d’assunzione) + 1.950,00 (per sospensione attività – più del 20% della forza lavoro a nero)
4 dic 2013
10 set 2013
MEETING BUY PUGLIA
Pugliapromozione organizza, dal 20 al 23 ottobre 2013, la prima edizione di Buy Puglia – Meeting & Travel Experience, che permetterà a buyer internazionali di conoscere l’offerta pugliese dei diversi prodotti leisure. L’evento internazionale diBusiness Meeting si svolgerà lunedì 21 ottobre presso la Fiera del Levante di Bari offrendo l’opportunità, al sistema delle imprese pugliesi, di presentare la propria offerta a una selezione di operatori esteri provenienti dai principali mercati europei ed extraeuropei.
Sono previste, successivamente alla giornata di Business Meeting del 21 ottobre, due giornate di educational tour che permetteranno ai buyer, suddivisi in 6 gruppi, di conoscere o approfondire le eccellenze che la destinazione Puglia può offrire ai diversi segmenti di mercato.
L’agenda di incontri di ogni operatore pugliese sarà definita in anticipo, sulla base delle indicazioni espresse da buyer e seller al momento dell’accreditamento per garantire che l’incontro e la contrattazione avvengano sulla base di un reale e reciproco interesse.
In allegato, la nota con le modalità di partecipazione. E' importante la strutturazione di un personale pacchetto d'offerta.
21 dic 2012
RICONOSCIMENTO AI " SENZ'ALBO" DA OGGI PROFESSIONISTI PER LEGGE
Disegno di legge approvato dalla Camera 19.12.2012 n° 3270 “Disposizioni in materia di professioni non regolamentate”, Si tratta di riconoscimento ufficiale ad una platea di lavoratori autonomi che da tempo cercavano un “riconoscimento”, consente inoltre al professionista di scegliere la forma in cui esercitare la propria professione riconoscendo l’esercizio di questa sia in forma individuale, che associata o societaria o nella forma di lavoro dipendente.
Per la prima volta tutte le "arti e professioni" che non hanno per legge un ALBO UFFICIALE, tra cui archeologi, amministratori di condomini, animatori, musicoterapeuti, bibliotecari, pedagogisti, statistici, esperti in medicine integrate, pubblicitari, consulenti fiscali e tanti altri, hanno trovato una norma che li riconosce. A partire da adesso i “senz’albo”, potranno essere chiamati ufficialmente "Professionisti".
Ai fini della presente legge, per «professione non organizzata in ordini o collegi», si intende l'attività economica, anche organizzata, volta alla prestazione di servizi o di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e prevalentemente mediante lavoro intellettuale, o comunque con il concorso di questo, con esclusione delle attività riservate per legge a soggetti iscritti in albi o elenchi ai sensi dell'articolo 2229 del codice civile, delle professioni sanitarie e delle attività e dei mestieri artigianali, commerciali e di pubblico esercizio disciplinati da specifiche normative.
I Professionisti possono costituire associazioni professionali (con natura privatistica, fondate su base volontaria e senza alcun vincolo di rappresentanza esclusiva) con il fine di valorizzare le competenze degli associati, diffondere tra essi il rispetto di regole deontologiche, favorendo la scelta e la tutela degli utenti nel rispetto delle regole sulla concorrenza, con funzioni di promozione e qualificazione delle attività professionali che rappresentano, nonché di divulgazione delle informazioni e delle conoscenze ad esse connesse e di rappresentanza delle istanze comuni nelle sedi politiche e istituzionali.
Si introduce il principio del libero esercizio della professione fondato sull’autonomia, sulle competenze e sull’indipendenza di giudizio intellettuale e tecnica del professionista. Non è dunque obbligatorio essere iscritto a un'associazione, ma coloro che scelgono di farlo devono attenersi ad alcune regole. Ad esempio, c’è l’obbligo per le associazioni di aprire specifici sportelli a tutela dei consumatori, ai quali gli stessi possano appellarsi in caso di non adeguata prestazione messa in opera dal professionista, oppure, l'obbligo della stessa associazione di svolgere una serie di compiti che vanno dalla formazione, alla gestione delle controversie. Deluse diverse professioni ordinistiche, come i commercialisti, avvocati e gli psicologi, che hanno sottolineato il rischio di confusione che sarà generato dall'uso del termine “professionista” esteso anche a chi non ha fatto un esame di Stato.
La regolamentazione delle associazioni professionali è legge. Oggi – prosegue Lupoi - il Parlamento Italiano si è reso protagonista di una pagina importante nella storia delle professioni italiane, perché l’approvazione di questa legge rivoluziona il sistema rendendolo più moderno, efficace e competitivo.Voluta fortemente dall’UE, che da tempo stava lavorando per facilitare la libera circolazione del lavoro,
“Con questo provvedimento si è dato dignità e status ad oltre tre milioni di professionisti riconoscendo per legge il sistema delle professioni composto da ordini ed associazioni”.
“La legge - spiega Lupoi - affida alle libere associazioni professionali, il compito di valorizzare le competenze dei professionisti ad esse iscritte, attraverso il rilascio di un attestazione di qualificazione professionale che agevola la scelta e la tutela del cittadino/utente”.
una legge contro gli attacchi dalla potente lobby degli ordini professionali classici.
Sarà compito del nuovo CoLAP vigilare che soltanto le associazioni davvero in grado di rispondere ai requisiti richiesti dalla legge siano inserite nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico e che tutto sia fatto con correttezza, trasparenza e veridicità.”
(fonte comunicato stampa CoLap2012) (fonte www.altalex.com) (fonte www.pmi-dome.com)
12 nov 2012
OFFICINA RICAMBI 'DEL GROSSO', RIVENDITORE PER SYNECO
Il 25 ottobre 2012 alle ore 20.00 presso l’Hotel Villa Imperiale di Lucera, si è tenuto un incontro presieduto dal Sig. CAMERINO VINCENZO, Responsabile della Azienda TECNICHAL PROGRAM SYNECO - distributore per la Puglia, nel quale è stata presentata la nuova fornitura di prodotti marchiati SYNECO, in collaborazione con OFFICINA RICAMBI DEL GROSSO, esclusivo punto vendita dei prodotti SYNECO.
La SYNECO, ritiene che venditori e tecnici di officina altamente qualificati,siano di fondamentale importanza per promuovere su tutto il territorio nazionale la sua vasta gamma di prodotti di alta qualità come, i lubrificanti per motori diesel e benzina, a quelli per motori a 2 tempi, oli per circuiti idraulici, additivi e prodotti speciali per l’industria e l’agricoltura. E' per questo che ha selezionato nella regione Puglia, L' OFFICINA RICAMBI DEL GROSSO come esclusivo punto vendita della città di Lucera, che accoglie e rivende l’ampia gamma dei prodotti della TECNICAL PROGRAM SYNECO.
Prodotti vendibili presso L' OFFICINA RICAMBI DEL GROSSO:
ADDITIVO D. B.7 additivo gasolio per la pulizia di tutto il sistema Common Rail + pompa, iniettori, tubatura + serbatoio, migliora la combustione e aumenta il rendimento del motore garantendo una riduzione dei consumi e performance esaltanti.
ADDITIVO Professional 077 additivo per la pulizia di tutto il sistema di scarico, filtro antiparticolato detto F.A.P. filtro CAT catalizzatore, valvola E.G.R. per riciclo gas di scarico
ADDITIVO k14 additivo lubrificante antiusura per oli e motori e gruppi di riduzione,da usare nei cambi di velocità/dal 10%
motori benzina o diesel/ dal 10%=20%
differenziale /dal 10%=20%
LUBRIFICANTI di tutte le gradazioni interamente sintetici
GRASSI
e tanti prodotti Syneco che potrete trovare sul sito Syneco italia, acquistabili presso il rivenditore ufficiale OFFICINA DEL GROSSO MATTEO via Appulo Sannitica 25/27, Lucera (Fg).
La SYNECO, ritiene che venditori e tecnici di officina altamente qualificati,siano di fondamentale importanza per promuovere su tutto il territorio nazionale la sua vasta gamma di prodotti di alta qualità come, i lubrificanti per motori diesel e benzina, a quelli per motori a 2 tempi, oli per circuiti idraulici, additivi e prodotti speciali per l’industria e l’agricoltura. E' per questo che ha selezionato nella regione Puglia, L' OFFICINA RICAMBI DEL GROSSO come esclusivo punto vendita della città di Lucera, che accoglie e rivende l’ampia gamma dei prodotti della TECNICAL PROGRAM SYNECO.
Prodotti vendibili presso L' OFFICINA RICAMBI DEL GROSSO:
ADDITIVO D. B.7 additivo gasolio per la pulizia di tutto il sistema Common Rail + pompa, iniettori, tubatura + serbatoio, migliora la combustione e aumenta il rendimento del motore garantendo una riduzione dei consumi e performance esaltanti.
ADDITIVO Professional 077 additivo per la pulizia di tutto il sistema di scarico, filtro antiparticolato detto F.A.P. filtro CAT catalizzatore, valvola E.G.R. per riciclo gas di scarico
ADDITIVO k14 additivo lubrificante antiusura per oli e motori e gruppi di riduzione,da usare nei cambi di velocità/dal 10%
motori benzina o diesel/ dal 10%=20%
differenziale /dal 10%=20%
LUBRIFICANTI di tutte le gradazioni interamente sintetici
GRASSI
e tanti prodotti Syneco che potrete trovare sul sito Syneco italia, acquistabili presso il rivenditore ufficiale OFFICINA DEL GROSSO MATTEO via Appulo Sannitica 25/27, Lucera (Fg).
26 ott 2012
LA BOTTEGA DEI MESTIERI, TIROCINI PER GIOVANI E AZIENDE
Sono aperte le iscrizioni ai tirocini in 15 regioni dal programma Botteghe di Mestiere.
I giovani inoccupati tra i 18 e i 29 anni interessati a costruirsi una carriera nel settore artigianale possono candidarsi a svolgere un apprendistato presso una "Bottega dei Mestieri".
L’iniziativa è stata lanciata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, mira a valorizzare il lavoro artigianale e favorire l’inserimento lavorativo di giovani under 30 attraverso la promozione del contratto di apprendistato.
Il progetto Botteghe di Mestiere, prevede di creare una «bottega» rappresentata da un’impresa o da un aggregato di imprese che operano in comparti produttivi della tradizione italiana in ciascuna provincia d’Italia.
Questi i comparti produttivi:
• tessile/abbigliamento/calzaturiero;
• ristorazione;
• pasticceria;
• panificazione;
• benessere;
• costruzioni.
idraulici, elettricisti, pittori, stuccatori,laccatori,decoratori,installatori di infissi e serramenta, carpentieri e falegnami,muratori in pietra,mattoni e refrattari
A ciascun tirocinante verrà riconosciuta una borsa mensile di 500 euro mensili e a ciascuna azienda ospitante un contributo di 250 euro mensili.
Il tirocinio dura sei mesi.
I tirocini in Puglia sono:
San Marco in Lamis(Fg) Gravina Costruzioni
San Marco in Lamis (Fg) Domus Costruzioni
San Marco in Lamis(Fg) Vincitorio Costruzioni s.n.c
San Mrco in Lamis(Fg) Genitle Costruzioni
Rignano Garganico(Fg) M.L.Costruzioni
Rignano Garganico(Fg) Ianno Michele
San Giovanni Rotondo(Fg) Melchionda Costruzioni
- Bari – La Bottega gli impiantisti innovativi (Costruzioni e impiantistica)
- Barletta/Andria/Trani – Bottega Arte Tessile (Moda)
- Foggia La Bottega edile di Capitanata (Costruzioni)
N.B. Per le Imprese con sede in Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e che, al termine del percorso di tirocinio decidono di assumere il tirocinante:
5.000,00 € per ogni assunzione a tempo indeterminato pieno;3
3.750,00 € per ogni assunzione a tempo indeterminato parziale (30 h/settimanali)3
3.000,00 € per ogni assunzione a tempo indeterminato parziale (24 h/settimanali)
3.500,00 € per ogni assunzione con contratto di apprendistato.
I requisiti per gli aspiranti tirocinanti sono età tra 18 e 29 anni, stato di disoccupazione o inoccupazione.
I tirocinanti possono presentare le loro candidature all’indirizzo www.italialavoro.it/amva scegliendo la «bottega» presso la quale fare l’apprendistato.
iscrizioni entro il 5 novembre info tirociniamva@italialavoro.it
19 ott 2012
SALVIAMO L'INDUSTRIA AGRO-ALIMENTARE DEL SUD
PERCHE’ NON ESISTE L’INDUSTRIA AGRO-ALIMENTARE DA NOI ?
PERCHE’ E’ SCOMPARSA QUESTA FONTE DI RICCHEZZA DEL SUD ?
La terra di conquista che è sempre stata il Sud Italia, dominata da mafie e signorotti locali ,soffre di una dipendenza economica asfissiante che non può essere più tollerata se non si vuole ritornare di nuovo all’ emigrazione forzata. Bisogna SUBITO imporre ai supermercati e alle grandi catene alimentari francesi tedesche ed emiliane – lombardo-venete che operano da noi con le loro reti di distribuzione, delle condizioni ben precise . Per avere il rinnovo delle loro licenze , debbono impegnarsi subito a vendere nei loro scaffali il 70% dei prodotti locali e non che facciano chiudere migliaia e migliaia di micro aziende locali dell’ agro alimentare come è avvenuto. Queste con un impegno scritto si impegnano a valorizzare e far rinascere l ‘economia locale all’ atto della concessione della licenza . E’ un punto vitale su cui battersi. Senza questa condizione non potranno più aprire nessun supermercato e avere nessuna licenza di vendita. Qui si tratta di vita o di morte per noi . Basta con questa sudditanza prima militare e adesso economica del sud ! Una commissione camerale ( Union Camere ) dovrebbe vigilare su questo, altrimenti si dovrebbe mettere sotto osservazione tutti i presidenti delle Union Camere Provinciali messi li dai vari signorotti politici per controllare l’economia a imporre nuovi balzelli dello stato centrale, oppure messi li solo per far rispettare i dettami della CEE ad usum e consumo di tedeschi e francesi .
PERCHE’ E’ SCOMPARSA QUESTA FONTE DI RICCHEZZA DEL SUD ?
La terra di conquista che è sempre stata il Sud Italia, dominata da mafie e signorotti locali ,soffre di una dipendenza economica asfissiante che non può essere più tollerata se non si vuole ritornare di nuovo all’ emigrazione forzata. Bisogna SUBITO imporre ai supermercati e alle grandi catene alimentari francesi tedesche ed emiliane – lombardo-venete che operano da noi con le loro reti di distribuzione, delle condizioni ben precise . Per avere il rinnovo delle loro licenze , debbono impegnarsi subito a vendere nei loro scaffali il 70% dei prodotti locali e non che facciano chiudere migliaia e migliaia di micro aziende locali dell’ agro alimentare come è avvenuto. Queste con un impegno scritto si impegnano a valorizzare e far rinascere l ‘economia locale all’ atto della concessione della licenza . E’ un punto vitale su cui battersi. Senza questa condizione non potranno più aprire nessun supermercato e avere nessuna licenza di vendita. Qui si tratta di vita o di morte per noi . Basta con questa sudditanza prima militare e adesso economica del sud ! Una commissione camerale ( Union Camere ) dovrebbe vigilare su questo, altrimenti si dovrebbe mettere sotto osservazione tutti i presidenti delle Union Camere Provinciali messi li dai vari signorotti politici per controllare l’economia a imporre nuovi balzelli dello stato centrale, oppure messi li solo per far rispettare i dettami della CEE ad usum e consumo di tedeschi e francesi .
Nei supermercati del sud si vendono mozzarelle e ricotta provenienti dalla Germania ,sughi di frutta,yogurt la nostra frutta rivenduta a noi stessi! Il pane e i grissini francesi, i formaggi emiliani , i vini veneti……….
Tutti i giorni partono dai nostri mulini e semolifici decine di tir per la Barilla , per la Buitoni.
Il nostro grano, il nostro vino ritorna a noi sotto un marchio diverso, quello toscano o emiliano. Le mele trentine hanno invaso la Sicilia , ma spesso sono le nostre mele, perché loro non hanno tante mele da invadere il mondo!!
Non parliamo poi dell’ industria turistica dove le grosse compagnie multinazionali la fanno da padrone….. . Adesso in emilia lavorano anche i pomodori ed esportano pure la pizza!!!!
Le campagne del sud sono improduttive, lavorano tutti emigrati, perché ? Non è per caso perché i prodotti locali non trovano spazio nelle catene di distribuzione che sono tutte del nord ,ma anche estere ?
Come può svilupparsi l ‘agro -alimentare se quello che produciamo resta invenduto o lo dobbiamo regalare a chi ha le catene di distribuzione e lo sa impacchettare per farlo arrivare in ogni angolo del pianeta ?
Per avere una coscienza su queste cose e formare una cultura, abbiamo deciso di mettere su una pubblicazione (poloalimentaresud@gmail.com) che servirà alle aziende locali a prendere coscienza delle loro possibilità e dei loro problemi .
Articolo di Carlo Eugenio Ruggiero.
POLOALIMENTARESUD
30 set 2012
QUESTO INVERNO SI RISPARMIA!
RISCALDA I TUOI AMBIENTI CON LE STUFE ARREDO 'ARTEL',
PRESSO "PINTO FERRAMENTA" , AVRAI IL 50% DI DETRAZIONE FISCALE PER L'ACQUISTO E INSTALLAZIONE DI UNA NUOVA STUFA A PELLET A SEGUITO DEL "DECRETO CRESCITA" (D.L.83/12 e precedenti)
Secondo il Decreto Legge 83/12, "DECRETO CRESCITA", chi è in procinto di effettuare il primo bonifico di pagamento per lavori di ristrutturazione o installazione di una stufa o di un caminetto a pellet, potrà usufruire di un’agevolazione del 50%,
Le detrazioni del 50% per riqualificazione energetica, sono valide state prorogate fino al 30 giugno 2013;
in questi ulteriori 6 mesi di proroga vengono abbassate al 50%!
(dopo la data di scadenza la detrazione tornerà al 25%).
COSA ASPETTI VIENI DA 'PINTO FERRAMENTA' IN VIA APPULO SANNITICA 19/21/23 LUCERA, PER AVERE LA DOCUMENTAZIONE O ULTERIORI INFORMAZIONI E RISPARMIA DA SUBITO!

offerte pinto ferramenta
PRESSO "PINTO FERRAMENTA" , AVRAI IL 50% DI DETRAZIONE FISCALE PER L'ACQUISTO E INSTALLAZIONE DI UNA NUOVA STUFA A PELLET A SEGUITO DEL "DECRETO CRESCITA" (D.L.83/12 e precedenti)
Secondo il Decreto Legge 83/12, "DECRETO CRESCITA", chi è in procinto di effettuare il primo bonifico di pagamento per lavori di ristrutturazione o installazione di una stufa o di un caminetto a pellet, potrà usufruire di un’agevolazione del 50%,
Le detrazioni del 50% per riqualificazione energetica, sono valide state prorogate fino al 30 giugno 2013;
in questi ulteriori 6 mesi di proroga vengono abbassate al 50%!
(dopo la data di scadenza la detrazione tornerà al 25%).
COSA ASPETTI VIENI DA 'PINTO FERRAMENTA' IN VIA APPULO SANNITICA 19/21/23 LUCERA, PER AVERE LA DOCUMENTAZIONE O ULTERIORI INFORMAZIONI E RISPARMIA DA SUBITO!

3 mag 2012
A DIFESA DEL NOSTRO OSPEDALE
Si sono incatenati davanti
l'ASL(azienda sanitaria locale) di Foggia, i maggior esponenti politici della
città di Lucera, per manifestare contro il piano regionale che vociferava la
chiusura di alcuni reparti dell'ospedale lucerino in unione alla delegazione dell’iniziativa
artigianale e commerciali riuniti di Lucera (ICAR).
A legarli infatti in un simbolico gesto di protesta, è
stato proprio il nostro Presidente ICAR, munito di una pesante catena.
Ad aprire il dibattito sulla
questione ‘Ospedale di Lucera’ è il direttore generale dell’ASL di Foggia l’ing. Attilio
Manfrini: "Consapevoli che occorrono dei tagli alle spese, si
preannunciava che una delle strutture di riduzione era la chiusura
dell'ospedale di Lucera, mi sono adoperato affinchè quest’ultimo non chiuda i
cancelli, per questo vi comunico che chiusura non ci sarà. L'ospedale di Lucera
si salverà, non ci sarà soppressione di nessun reparto, diminuiranno solo i
posti letto da 32 a 20, dunque qualcosa di irrisorio rispetto la chiusura della
struttura. In queste settimane i tecnici si sono riuniti ed hanno elaborato un
piano regionale sul futuro dell'ospedale di Lucera, un progetto in corso di
rielaborazione, disponibile ad una rivisitazione con le vostre proposte”.
A queste parole, precise sono le
domande poste dall’ assessore al Bilancio di Lucera e della provincia di Foggia,
Raffaele di Ianni, “Vorrei capire perchè i tagli ed il declassamento
riguarda sempre Lucera e non le altre strutture ospedaliere della provincia,
perchè penalizzare e non mirare ad una ridistribuzione equa sul territorio. Non
dimentichiamo che il territorio di Lucera abbraccia un ampio bacino
estendendosi sull’intero Gargano , questa è dunque la domanda che vorremmo ci
venga chiarita”.
Anche il Sindaco di Lucera appoggia l'intervento
dell'assessore Di Ianni, "Dal punto di vista geografico, rispetto a San
Severo e Manfredonia, Lucera è piu vicina a foggia e al Subappennino, perchè
dunque non valorizzare al sua autonomia? Anche se Lucera e San Severo dovessero
accoppiarsi secondo il nuovo piano del progetto regionale, perchè Lucera
deve diventare una succursale e dipendere sempre da qualcuno? Perchè
massacriamo sempre Lucera? L'ospedale di
lucerino non ha nulla da invidiare con quello di altri ospedali, presumo quindi
che il problema sia di natura prevalentemente politica. La città di Lucera
chiede un trattamento chiaro verso l'ospedale e verso i cittadini, che non
renda conto di alcuna influenze politica, poichè la salute è un bene pubblico.”
"Ci sentiamo offesi ed
abbandonati, non si tiene mai conto di tutto quello di positivo che l'ospedale
di Lucera ha realizzato in passato. Ci dispiace molto non essere stati
consultati nella formulazione di questo piano, che poteva nascere attraverso
una discussione comune. Facciamo dunque un tavolo tecnico e decidiamo insieme. L'ospedale
di Lucera ha numeri a suo favore, ha una efficienza dimostrabile. Perchè quindi
auspicare la sua chiusura o al contrario la sua eterna dipendenza ad altre
strutture limitrofi del territorio?”, sostiene l'Assessore alla cultura
dell'Osso, nella sua arringa nel difendere l'autonomia del nostro Ospedale.
Anche Barbara Matera, bellissima ed
elegane nel suo sobrio abito nero, con voce sottile ma decisa, si rivolge al direttore generale Manfrini
"Da parlamentare, l'ho ascoltata attentamente, io confido nelle sue
parole, ho stima nei suoi confronti e sulla base di questo vorrei che ci
coinvolgesse, perchè è una questione che riguarda i cittadini pugliesi ed è
impensabile che ci siano differenze, mai sia, dovute ad orientamenti
politici, questo è intollerabile. Non vorremmo avere carte già pronte sul
destino della nostra città ma chiediamo almeno un comune tavolo di
discussione".
L’intervento finale è stato dato dal
Consigliere Regionale Unione di Capitanata, Giannicola de Leonardis, che si adopererà
affinchè la struttura di Lucera non resti sempre e comunque una struttura di
serie B.
Marianna Pinto
5 apr 2012
'UNDER 40' TAGLIATI FUORI DAL MERCATO
Dopo gli studi universitari, nella maggior parte dei casi sono costretti a restare in casa con i loro genitori. Pomeriggi interi a inviare inutilmente curricula dal computer. Molto spesso si tratta di invii a vuoto, ma anche quando queste mail ricevono una risposta, si tratta sempre di scampoli di lavoro vero: qualche stage, un tirocinio, una finta partite iva, piccole missioni per agenzie interinali, compensi a provvigione.
Il lavoro non c'è. E gli ultimi dati Istat confermano che sono i giovani a pagare di più il prezzo della crisi, ma soprattutto che si sta inesorabilmente allargando il divario tra chi è già nel mercato e chi invece tenta di fare il suo primo ingresso in questo mondo.
È una questione di «timing», come suggerisce una lettura approfondita degli ultimi dati Istat, relativi al quarto trimestre dell'anno scorso. A dicembre il tasso di disoccupazione dei 30enni (tra i 25 e i 34 anni) è risultato pari a circa il 13,1% (15,3% tra le donne), in crescita di oltre due punti percentuali rispetto alla rilevazione del terzo trimestre. Lo stesso dato sale fino al 32,6% se si considerano i giovani sotto i 24 anni.
Ma tutto questo non racconta come si stia allargando il divario tra i giovani e il resto del mercato del lavoro.
È la soglia dei 40 anni il vero spartiacque nel mercato del lavoro italiano. I dati Istat segnalano, oltre questa soglia (nella fascia tra i 35 e i 44 anni per la precisione), un tasso di disoccupazione che si abbassa fino al 7,5%, a un livello tutto sommato fisiologico di questi tempi, e che scende fino al 5,3 per cento al nord (4,2% tra i maschi). Questi sono i «fratelli maggiori» dei giovani in difficoltà, una generazione fortunata, che è riuscita ad evitare per un soffio l'onda della grande crisi, ed ha potuto – magari con un apprendistato, un cocopro, un contratto interinale – mettere prima un piede e poi l'altro nel mercato del lavoro.
Nel giro di una generazione le porte però si sono chiuse, tutto è cambiato.
E anche il titolo di studio oggi non riesce a incidere, anzi spesso è un handicap. Secondo gli ultimi dati Istat il tasso di disoccupazione dei 30enni sale all'11,8% con una laurea, mentre staziona all'11,6 per cento con il diploma. Sotto i 24 anni, invece, un titolo di studio superiore può abbassare l'asticella della disoccupazione alla soglia del 27,9 per cento, mentre per i soli diplomati il tasso può raggiungere punte preoccupanti soprattutto al sud, dove il 42,4 per cento con la sola maturità è oggi senza un lavoro.
Fonte il Sole 24 ore, in Rassegna Stampa cciaa
Il lavoro non c'è. E gli ultimi dati Istat confermano che sono i giovani a pagare di più il prezzo della crisi, ma soprattutto che si sta inesorabilmente allargando il divario tra chi è già nel mercato e chi invece tenta di fare il suo primo ingresso in questo mondo.
È una questione di «timing», come suggerisce una lettura approfondita degli ultimi dati Istat, relativi al quarto trimestre dell'anno scorso. A dicembre il tasso di disoccupazione dei 30enni (tra i 25 e i 34 anni) è risultato pari a circa il 13,1% (15,3% tra le donne), in crescita di oltre due punti percentuali rispetto alla rilevazione del terzo trimestre. Lo stesso dato sale fino al 32,6% se si considerano i giovani sotto i 24 anni.
Ma tutto questo non racconta come si stia allargando il divario tra i giovani e il resto del mercato del lavoro.
È la soglia dei 40 anni il vero spartiacque nel mercato del lavoro italiano. I dati Istat segnalano, oltre questa soglia (nella fascia tra i 35 e i 44 anni per la precisione), un tasso di disoccupazione che si abbassa fino al 7,5%, a un livello tutto sommato fisiologico di questi tempi, e che scende fino al 5,3 per cento al nord (4,2% tra i maschi). Questi sono i «fratelli maggiori» dei giovani in difficoltà, una generazione fortunata, che è riuscita ad evitare per un soffio l'onda della grande crisi, ed ha potuto – magari con un apprendistato, un cocopro, un contratto interinale – mettere prima un piede e poi l'altro nel mercato del lavoro.
Nel giro di una generazione le porte però si sono chiuse, tutto è cambiato.
E anche il titolo di studio oggi non riesce a incidere, anzi spesso è un handicap. Secondo gli ultimi dati Istat il tasso di disoccupazione dei 30enni sale all'11,8% con una laurea, mentre staziona all'11,6 per cento con il diploma. Sotto i 24 anni, invece, un titolo di studio superiore può abbassare l'asticella della disoccupazione alla soglia del 27,9 per cento, mentre per i soli diplomati il tasso può raggiungere punte preoccupanti soprattutto al sud, dove il 42,4 per cento con la sola maturità è oggi senza un lavoro.
Fonte il Sole 24 ore, in Rassegna Stampa cciaa
4 apr 2012
26 mar 2012
23 mar 2012
ARTICOLO 18, LICENZIAMENTI PER RAGIONI ECONOMICHE E DISCIPLINARI
Sui licenziamenti si volta pagina, con tre diversi regimi che si applicano per tutti i lavoratori, non solo per i neoassunti. Per i licenziamenti economici, se giudicati illegittimi, il giudice ordina il pagamento di un'indennità risarcitoria omnicomprensiva compresa da 15 a 27 mensilità.
Per i licenziamenti disciplinari il giudice deciderà tra reintegrazione – solo nei casi più gravi – e indennizzo, sempre tra 15 e 27 mensilità. Per i licenziamenti discriminatori è invece confermato l'attuale apparato sanzionatorio dell'articolo 18, con il reintegro obbligatorio disposto dal giudice a prescindere dalle dimensioni dell'impresa.
È questo lo schema contenuto in un documento di 4 pagine illustrato alle parti sociali dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che prevede la riscrittura dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che dal 1970 fino ad oggi ha disciplinato il sistema sanzionatorio per i licenziamenti illegittimi – perché senza giusta causa o giustificato motivo - nelle unità produttive con oltre 15 dipendenti, prevedendo il reintegro obbligatorio, o su scelta del lavoratore il pagamento fino a 15 mensilità.
Su questo schema i sindacati si sono detti sostanzialmente d'accordo, ad eccezione della Cgil, anche perché temevano un "piano B", molto più drastico nei contenuti, che secondo quanto riferiscono stabiliva l'indennizzo per i licenziamenti disciplinari ed economici e la conferma del reintegro obbligatorio per i licenziamenti discriminatori.
Iniziamo dai licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, dettati da motivi economici, cioè legati alla riorganizzazione del lavoro, dell'attività produttiva (come la soppressione del posto di lavoro dovuta all'introduzione di nuovi macchinari). In base all'articolo 18 è prevista la reintegrazione più il risarcimento danni, con il pagamento della retribuzione e dei contributi previdenziali dal momento del licenziamento fino alla sentenza, con ulteriori 15 mensilità se il lavoratore rinuncia alla reintegrazione.
Due le novità: non è più il lavoratore a scegliere tra le due opzioni (che diventa una sola, l'indennizzo), inoltre si introduce «un'indennità risarcitoria omnicomprensiva» compresa «tra un minimo di 15 e un massimo di 27 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto». La somma da pagare sarà modulata dal giudice che dovrà specificare la motivazione della scelta, tendendo conto delle dimensioni dell'impresa, dell'anzianità di servizio del lavoratore, delle iniziative che ha assunto per la ricerca di una nuova occupazione.
Il licenziamento economico oltre 5 dipendenti, invece, è disciplinato dalla legge 223 del 1991, e ha una procedura differente: l'accordo con il sindacato fa scattare la mobilità per 2 anni per il lavoratore, altrimenti il datore di lavoro può licenziare secondo criteri che penalizzano i più giovani, privi dei carichi di famiglia.
La disciplina cambia anche per i licenziamenti disciplinari, ovvero nei casi in cui il giudice accerta l'inesistenza del giustificato motivo soggettivo (abbandono ingiustificato del posto di lavoro, reiterate violazioni del codice disciplinare, minacce) o della giusta causa (rifiuto reiterato e privo di giustificazioni di eseguire una prestazione, sottrazione di beni aziendali, condotta extralavorativa con rilievi penali) per non aver commesso il fatto contestato, o perché non è riconducibile alle causali punibili previste dai contratti collettivi di lavoro. In questo caso il giudice condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennità risarcitoria fino a un massimo di 12 mesi di retribuzione (con il versamento dei contributi). In alternativa il giudice può disporre il pagamento di un'indennità risarcitoria omnicomprensiva da 15 a 27 mensilità, tenuto conto dell'anzianità del lavoratore e del comportamento e delle condizioni delle parti.
Infine per i licenziamenti discriminatori (ragioni politiche, religiose, razziali) resta confermata l'attuale copertura dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori; il giudice ordina il reintegro a prescindere dalla dimensione di impresa, anche se sotto i 15 dipendenti, esattamente come è avvenuto finora.
fonte: il Sole 24 ore, da rassegna stampa cciaa.
Per i licenziamenti disciplinari il giudice deciderà tra reintegrazione – solo nei casi più gravi – e indennizzo, sempre tra 15 e 27 mensilità. Per i licenziamenti discriminatori è invece confermato l'attuale apparato sanzionatorio dell'articolo 18, con il reintegro obbligatorio disposto dal giudice a prescindere dalle dimensioni dell'impresa.
È questo lo schema contenuto in un documento di 4 pagine illustrato alle parti sociali dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che prevede la riscrittura dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, che dal 1970 fino ad oggi ha disciplinato il sistema sanzionatorio per i licenziamenti illegittimi – perché senza giusta causa o giustificato motivo - nelle unità produttive con oltre 15 dipendenti, prevedendo il reintegro obbligatorio, o su scelta del lavoratore il pagamento fino a 15 mensilità.
Su questo schema i sindacati si sono detti sostanzialmente d'accordo, ad eccezione della Cgil, anche perché temevano un "piano B", molto più drastico nei contenuti, che secondo quanto riferiscono stabiliva l'indennizzo per i licenziamenti disciplinari ed economici e la conferma del reintegro obbligatorio per i licenziamenti discriminatori.
Iniziamo dai licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, dettati da motivi economici, cioè legati alla riorganizzazione del lavoro, dell'attività produttiva (come la soppressione del posto di lavoro dovuta all'introduzione di nuovi macchinari). In base all'articolo 18 è prevista la reintegrazione più il risarcimento danni, con il pagamento della retribuzione e dei contributi previdenziali dal momento del licenziamento fino alla sentenza, con ulteriori 15 mensilità se il lavoratore rinuncia alla reintegrazione.
Due le novità: non è più il lavoratore a scegliere tra le due opzioni (che diventa una sola, l'indennizzo), inoltre si introduce «un'indennità risarcitoria omnicomprensiva» compresa «tra un minimo di 15 e un massimo di 27 mensilità dell'ultima retribuzione globale di fatto». La somma da pagare sarà modulata dal giudice che dovrà specificare la motivazione della scelta, tendendo conto delle dimensioni dell'impresa, dell'anzianità di servizio del lavoratore, delle iniziative che ha assunto per la ricerca di una nuova occupazione.
Il licenziamento economico oltre 5 dipendenti, invece, è disciplinato dalla legge 223 del 1991, e ha una procedura differente: l'accordo con il sindacato fa scattare la mobilità per 2 anni per il lavoratore, altrimenti il datore di lavoro può licenziare secondo criteri che penalizzano i più giovani, privi dei carichi di famiglia.
La disciplina cambia anche per i licenziamenti disciplinari, ovvero nei casi in cui il giudice accerta l'inesistenza del giustificato motivo soggettivo (abbandono ingiustificato del posto di lavoro, reiterate violazioni del codice disciplinare, minacce) o della giusta causa (rifiuto reiterato e privo di giustificazioni di eseguire una prestazione, sottrazione di beni aziendali, condotta extralavorativa con rilievi penali) per non aver commesso il fatto contestato, o perché non è riconducibile alle causali punibili previste dai contratti collettivi di lavoro. In questo caso il giudice condanna il datore di lavoro alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennità risarcitoria fino a un massimo di 12 mesi di retribuzione (con il versamento dei contributi). In alternativa il giudice può disporre il pagamento di un'indennità risarcitoria omnicomprensiva da 15 a 27 mensilità, tenuto conto dell'anzianità del lavoratore e del comportamento e delle condizioni delle parti.
Infine per i licenziamenti discriminatori (ragioni politiche, religiose, razziali) resta confermata l'attuale copertura dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori; il giudice ordina il reintegro a prescindere dalla dimensione di impresa, anche se sotto i 15 dipendenti, esattamente come è avvenuto finora.
fonte: il Sole 24 ore, da rassegna stampa cciaa.
ULTIME NOTIZIE DALLA CCIAA
A Gas Natural 16 comuni del Foggiano- Un seminario alla Camera di Commercio per "informare" sulla nuova PAC- Gli enti locali in pressing su Air Vallèe: " Riduca i prezzi- Articolo 18, l'indennizzo diventa regola - La crisi dei consumi colpisce il Pil
Il Sud si rilancia con l'export- Ora la condizione è volare su Linate - Biancofiore "l'Acquedotto" faccia più re-Artigiani, partita la guerra agli abusivi- Ridurre le superfici coltivate per evitare il crollo dei prezzi- La Fiera di Foggia pronta per i privati- Ingegneria a Foggia, levata di scudi a Foggia-Biancofiore "tira" sulle opere di urbanizzazione- Turismo, grande risorsa trascurata- Tutti all'assalto della mediazione. Ma le conciliazioni non arrivano-Valore della cultura: al Sud è più basso della media nazionale-Qualità e sicurezza è l'ora di "Quafety- Una facoltà inter-ateneo. Unica strada per salvare ingegneria in Capitanata
notizie del 21 e 19 marzo 2012
Il Sud si rilancia con l'export- Ora la condizione è volare su Linate - Biancofiore "l'Acquedotto" faccia più re-Artigiani, partita la guerra agli abusivi- Ridurre le superfici coltivate per evitare il crollo dei prezzi- La Fiera di Foggia pronta per i privati- Ingegneria a Foggia, levata di scudi a Foggia-Biancofiore "tira" sulle opere di urbanizzazione- Turismo, grande risorsa trascurata- Tutti all'assalto della mediazione. Ma le conciliazioni non arrivano-Valore della cultura: al Sud è più basso della media nazionale-Qualità e sicurezza è l'ora di "Quafety- Una facoltà inter-ateneo. Unica strada per salvare ingegneria in Capitanata
notizie del 21 e 19 marzo 2012
11 mar 2012
RASSEGNA STAMPA CCIAA
croati sul Gargano per studiare gli agrumi- Pomodoro, nessun calo di produzione" - IV gamma.- Agrumi del Garga-Durc d'ufficio in edilizia e appalti- La mediazione amplia il raggio
"La Regione asseta la nostra agricoltura- Enti locali senza programmazione - La Cciaa abbandona Promodaunia- Edilizia, allarme lavoro- Tre anni di stop per le nuove costruzioni- Facilitare il credito, per la ripresa- Sistri, appuntamento al 30 giugno 2012- Per le piccole imprese calo degli investimenti- Nel Sud senza lavoro boom dui imprese under 35- I vertici di Confoindustria Puglia hanno rassegnato in massa le dimissioni
Notizie dell' 8 e 5 marzo 2012
"La Regione asseta la nostra agricoltura- Enti locali senza programmazione - La Cciaa abbandona Promodaunia- Edilizia, allarme lavoro- Tre anni di stop per le nuove costruzioni- Facilitare il credito, per la ripresa- Sistri, appuntamento al 30 giugno 2012- Per le piccole imprese calo degli investimenti- Nel Sud senza lavoro boom dui imprese under 35- I vertici di Confoindustria Puglia hanno rassegnato in massa le dimissioni
Notizie dell' 8 e 5 marzo 2012
Iscriviti a:
Post (Atom)








